Nasce in un paesino romagnolo il 20 novembre dell'anno della famosa semifinale mondiale Italia-germania 4-3.
La prima vera svolta della sua vita si ebbe all'età di 4 anni quando all'asilo gli assegnarono sul grembiulino il simbolo della fragola mentre lui voleva assolutamente la pera. Questo shock infantile ebbe sicuramente una forte influenza sul suo futuro rapporto col mondo e sulla sua successiva produzione artistica.
Fin da piccolo dimostrò infatti (oltre ad un'attrazione ancestrale verso la forma delle pere) una certa attitudine nel descrivere e criticare ironicamente la realtà che lo circondava. Ancora giovinetto infatti compose diverse filastrocche per prendere per i fondelli genitori parenti e vicini di casa.
La seconda e decisiva svolta per il futuro cantautore arrivò quando, adolescente, scoprì l'universo musicale ed in particolare quando, frequentando questo mondo, si accorse di quale fascino esercitassero i musicisti sul gentil sesso. Si buttò così a capofitto di lunghi capelli nella composizione di brani musicali psico - socio - peda -ironici che destarono presto l'attenzione dei critici e gli valsero il premio "Famiglia Cristiana" 1998 per i migliori testi sacri (leghi) dell'anno e lo resero il personaggio più famoso del proprio condominio.
Ma quando i lunghi capelli cominciarono a diradarsi ebbe una profonda crisi esistenziale. Gli amici tentarono di sollevarlo facendogli notare come un uomo quasi calvo fosse diventato il più ricco d'Italia e pure presidente del consiglio ma, visto l'esempio, decise subito di farsi il trapianto. Conosciuto però Cesare Ragazzi (e la fattura di un suo trattamento) abbandonò l'idea meravigliosa e scelse di radersi a zero e dare una svolta mistica alla sua vita andando a lavorare al cimitero di Forlì.
Molti stigmatizzarono la sua scelta dicendo: " ma come un laureato che va a fare un lavoro del genere? Ma a tutti coloro che gli mossero delle obiezioni lui rispose inequivocabilmente: "devo farmi le ossa". Oggi è un impiegato pubblico ma l'anima del cantore musicante non lo ha abbandonato.

 

Nasce in una grande fattoria delle famose terre denominate Larga di Scarpello.. l' 8 di maggio dell'anno in cui venne ucciso Che Ghevara Suo padre, grande allevatore di bipedi ex volatili, lo mette fin da piccolo in contatto con polli e gallinelle, con le quali continuerà ad avere rapporti per tutta la giovinezza.
Infatti l'avere gruppi di gallinelle pigolanti attorno rimarrà una costante caratteristica della sua vita. Ragazzo sveglio e sagace si fece fin da piccolo delle domande importanti sul mondo che lo circondava: "E' nato prima l'uovo o la gallina?" "Meglio un uovo oggi o una gallina domani?". Non riuscendo a darsi delle risposte, preso da sfiducia nelle proprie capacità intellettive e raggiunta l'età del militare, decise di arruolarsi nei Carabinieri. Dopo poco però l'arma si accorse che quell'elemento non era in sintonia con il profilo rappresentato dalle barzellette. Lui si rese conto della propria intelligenza e si congedò..
Nel frattempo non aveva abbandonato la sua passione per l'utilizzo delle palle. Infatti il suo talento era stato notato, ancora giovinetto, dal grande ed indimenticato profeta della pallavolo Giorgio Giorgini che lo volle, nonostante non fosse un gigante, fra i propri discepoli.
Il suo reddito era garantito da un lavoro in un poltronificio nel quale era stato assunto inizialmente come collaudatore di divani. In seguito però notate le sue doti e il suo diploma da ragioniere venne dirottato ad occuparsi della contabilità dell'azienda. Oggi che vorrebbe tornare volentieri a collaudare i divani (specie appena arriva al mattino) non lo può più fare.. (che bizzarra la vita…)
Però, nel frattempo, coltivava anche una grande passione per la musica ed in particolare per la batteria. Giunto sulla soglia dell'età adulta fu costretto a fare una scelta fra le sue grandi passioni: o la pallavolo o la batteria.. Considerando che in quel tempo le rock star avevano più appeal sulle donne rispetto agli sportivi decise di fare il batterista….
Peccato che negli ultimi anni i nuovi idoli di veline e modelle non siano più le rock stars ma i calciatori…. Che Filo dopo aver fatto il pallavolista, il carabiniere il ragioniere, il batterista, il barista, stia pensando di mettersi a dar calci a un pallone??

 

Nasce nel lontano 1968 sotto il segno del saggitario in una bellissima cittadina termale chiamata Riolo Terme.
Due cose caratterizzarono la sua vita: il colore bianco-nero e le forme geometriche.
Il primo lo portò (purtroppo) a provare un'attrazione  per la maglia di una squadra di calcio che aveva quei colori e non era ne' l'Udinese ne' l'Ascoli; ma allo stesso modo (forse per bilanciare la negatività della prima cosa) a rimanere affascinato dai tasti del pianoforte che si mise a studiare fin da piccolo con grande passione.
Anche la predilezione per le forme geometriche si palesò fin dai primi anni di vita. In particolare al mare faceva sempre dei castelli di sabbia molto squadrati e disegnava sull'arenile una marea di triangoli: isosceli, equilateri, ma sempre triangoli (chissà cosa voleva comunicare). Quindi si capì subito che nella vita non avrebbe potuto fare altro che il "geometro". E' nei cantieri infatti che Samuele si sente a proprio agio; là dove le costruzioni gli ricordano i castelli di sabbia, e il cemento nelle betoniere lo riporta ai fanghi delle cure termali. Ma anche negli uffici sa muoversi bene, là dove le impiegate gli ricordano i triangoli che disegnava sulla sabbia.
Tuttavia nonostante il suo lavoro lo impegni severamente, specie ora che i muratori che sanno fare i muri dritti si stanno estinguendo, non abbandona la sua grande passione: la musica. E così si carica in spalla tonnellate, anzi quintali di tastiere e valica le vallate dell'Emilia Romagna per portare in giro la musica degli Innasense.

 

Daniele Zandoli, (in arte Daniele Zandoli) nasce il 15/12/1981 a Cesena un giorno prima del bassista Riccardo Caselli. È proprio infatti nel reparto neonatale fra una poppata e l’altra, che cominciano a ragionare su una futura collaborazione che li vede oggi suonare assieme negli Innasense.
In tenera età decide che sarebbe diventato uno sportivo e prova il calcio, il nuoto, il basket, la pallavolo e il baseball, ma tutti con scarsi risultati, ma perché li faceva tutti assieme e confondeva le regole. Magari se ne avesse scelto uno e avesse insistito.. Fortunatamente fu meno indeciso sulla scelta dello strumento da suonare. Partito col pianoforte lo abbandonò presto a favore della chitarra fondamentalmente per due ragioni. Uno perché era più comoda da portare alle feste a casa dell’amico che abitava al quinto piano e due perché rimase folgorato da una chitarra elettrica bianca durante una serata danzante con “Avis e il sangue di Romagna” alla festa dell’Umidità di Capannaguzzo. Per non distrarsi dallo studio musicale si iscrisse all’ITIS, nota scuola monosessuale maschile, per cui fino alla maturità fighe zero ma chitarra tanta. (Che sia per il fatto che Marco ha fatto le magistrali che la suona come il porco?)
Anch’egli per campare deve lavorare e lo fa nel settore informatico dove produce siti e sistemi bancari contribuendo, nel suo piccolo, alla crisi globale causata dai colossi bancari internazionali..

 

Riccardo Caselli, detto Ricky, è il più giovane della covata degli Innasense. Infatti quando nasceva il 16/12/1981 Marco, Filo e Samuele andavano già alle medie.
Fin dalla nascita si dimostrò piuttosto alto e fu per reazione a questa condizione che all'età di circa 14 anni cominciò a suonare il basso. A differenza della maggior parte dei bambini italiani dimostrò subito avversione per il gioco del calcio. Questo perché quando si facevano le partitelle veniva sempre messo in porta e poi perché riteneva un inutile spreco dare tutti quei calci ad una palla quando si sarebbero potuti dare a delle persone meritevoli di riceverne.
Fu così che per applicare questa sua teoria, dopo aver visto il film karate kid si dedicò alla nobile arte marziale giapponese raggiungendo il traguardo della la cintura ciclamino.
Essendo un grande amante della campagna ogni anno si dedica alla campagna vinicola lavorando alla cantina di Forlì dove applica le sue conoscenze acquisite frequentando all'università di Bologna il corso di enologia e viticoltura.
E questa sua caratteristica di esperto produttore vinicolo, oltre ovviamente alle sue qualità musicali, è stata decisiva per il suo ingresso negli Innasense.
Adesso il vino,  oltre a chi lo beve, abbiamo pure chi lo produce..

www.innasense.it email